C.I.R.C.E.

Centro Internazionale di Ricerca per la Convivialità Elettrica

«Les métamorphoses de Circe disent que la connaissance est a l’image de l’affect» - Samir Boumediene, La Colonisation du savoir


pedagogia hacker | informatica conviviale | autodifesa digitale


Viviamo in un mondo Internet-connesso in cui le scelte personali e collettive sfumano nelle decisioni guidate dagli algoritmi.

L’obiettivo finale delle nuove tecnologie industriali, cioè le “Tecnologie del dominio” (Ippolita, 2017), è liberarci dal peso della libertà, liberandoci dalla responsabilità di scegliere. Queste tecnologie sono il contrario rispetto agli strumenti conviviali (Illich, 1973).

Eppure nulla è perduto.

C.I.R.C.E. descrive una metodologia per diventare consapevoli dei nostri gesti nel quadro dei dispositivi interconnessi di massa, le nuove Megamacchine tossiche (Mumford, 1967): la chiamiamo “pedagogia hacker”.

La pedagogia hacker è un’attitudine attiva. Mira a modificare i comportamenti che promuovono automatismi e per questo riducono la libertà di scelta. Si concentra sugli effetti, sui presupposti impliciti e sulle pratiche delle interazioni tecniche. Le formazioni, seminari e laboratori di “pedagogia hacker” formulano un insieme di tattiche per aumentare la consapevolezza rispetto ai nostri corpi-menti individuali e collettivi.

C.I.R.C.E. propone laboratori di autodifesa digitalepedagogia hackerinformatica conviviale per ragazz*, ricercatori, gruppi di affinità, smanettoni e per tutte le persone curiose di conoscersi meglio, e di conoscere meglio le macchine con cui vivono.

La metodologia e le riflessioni teoriche sottostanti coniugano l’approccio della pedagogia esperienziale (Boud – Cohen – Walker, 1993), l’attitudine hacker e un deciso orientamento libertario.

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